GLI ANIMALI DEL TERRITORIO

La valle del Metauro con la sua ricca vegetazione è un luogo ideale per molte specie di animali.
Soprattutto nella zona dei boschi appenninici vivono cinghiali, caprioli, cervi, scoiattoli, daini, istrici, tassi, lupi, volpi e lepri. Gli appassionati di Bird Watching qui possono osservare l’upupa, cardellini, i picchi (rosso, verde e rosso maggiore), rapaci come la poiana, il pellegrino, l’astore, il gheppio. Inoltre in alcune zone si segnala anche la presenza dell’aquila reale; le specie più comuni sono: colombacci, allocchi, scriccioli, tordi, luì, cince, ghiandaie, ciuffolotti e zigoli.
Tasso
Insieme alla volpe è uno degli animali che si incontrano più spesso nel territorio di Bel Metauro.
Ha l’aspetto di un cane bassotto, con un corpo massiccio e una muscolatura ben sviluppata. L’impronta della zampa è caratteristica: un grosso cuscinetto centrale con quattro segni tondeggianti allineati spesso sormontati dalla traccia dell’unghia.
La sua attività principale sta nella costruzione delle tane. È un animale notturno e spesso non fa ritorno alla tana per tutta la notte. Non va in letargo d’inverno, ma trascorre comunque molto tempo nella sua tana.
Il tasso può emettere una vasta gamma di suoni: soffi, brontolii, abbaii e grida acute come segnale di inquietudine.
Tra la primavera e l’estate è il periodo degli amori; ad ogni parto nascono, tra gennaio e maggio, in media da 2 a 4 piccoli che vengono allattati per 2-3 mesi. La loro prima uscita fuori dalla tana avviene dopo circa 2 mesi dalla nascita.
L’animale usa, come riparo, grotte naturali, anfratti nelle rocce o tane che esso stesso scava nel terreno. Scava profonde ed intricate tane nel sottosuolo del bosco, lungo argini naturali ed artificiali. Le tane sono dotate generalmente di due o tre aperture, hanno al loro interno numerose gallerie che vengono ingrandite via via dalle generazioni successive di tassi che vi abitano. In un’unica tana possono vivere contemporaneamente più esemplari di tasso; è interessante notare che, a volte, una parte della tana occupata dal tasso viene utilizzata anche dalla volpe. In questo caso i due animali usano ingressi e gallerie diverse. Non lontano dalla tana si possono trovare piccole buche nel terreno dove il tasso depone i suoi escrementi.
Ha abitudini notturne ed è un animale onnivoro: in particolare mangia morbide radici, tuberi, rizomi, vermi, lumache e piccoli serpenti compresa la vipera, al cui veleno risulta immune.

 

Capriolo
Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni ( è lungo ca 90-130 cm, l’altezza alla spalla misura 55-77 cm ed il suo peso è compreso tra 10 e 27 kg) dal mantello fulvo in estate. La parte anteriore del collo, la pancia e la zona intorno alla coda sono bianche. Il maschio possiede piccole corna a tre punte; questi cadono ogni anno (da ottobre a dicembre) e ricrescono alla fine dell’inverno.
Il verso del capriolo si chiama rantegare.

 

Cinghiale
Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne ed un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, il cinghiale popola le zone boschive e soprattutto i querceti del territorio.
Nelle nostre zone ed in tutto il centro Italia il peso medio del cinghiale è sugli 80-90 kg, con esemplari che possono raggiungere il quintale e mezzo di peso.
Si tratta di animali dalle abitudini crepuscolari e notturne: durante il giorno, i cinghiali riposano distesi in buche nel terreno che essi stessi scavano col muso e gli zoccoli fra i cespugli, per poi ingrandirle con l’usura.
I cinghiali sono noti per il temperamento aggressivo: qualora presi alla sprovvista o messi alle strette, infatti, questi animali, anche se feriti o debilitati, attaccano senza pensarci due volte, combattendo strenuamente e risultando molto pericolosi.
Questi animali sono onnivori, ma si nutrono principalmente di materiale vegetale come ghiande (nei periodi in cui queste sono particolarmente abbondanti il cinghiale non mangia praticamente altro), frutti, bacche, tuberi, radici, e funghi. Di tanto in tanto questa dieta vine integrata con materiale di origine animale, come insetti ed altri invertebrati, uova e talvolta anche carne e pesce, provenienti da carcasse dissotterrate o trovate nei pressi dell’acqua.
Il finissimo olfatto di questo animale gli consente di fiutare il cibo anche qualora questo si trovi sottoterra.

 

Volpe
La volpe è un animale principalmente notturno, si ciba di lepri, conigli, ricci e piccoli uccelli ma anche di frutta, famosa per le stragi nei pollai vive in tane riconoscibili dalle ossa sparse davanti all’entrata.
Normalmente vive in coppia, con i cuccioli, anche se talvolta è possibile osservarne esemplari solitari o in piccoli gruppi di 4 o 6 adulti. Il maschio marchia il territorio e comunica con i propri simili attraverso segnali sonori, visivi, tattili e olfattivi. Una volpe può riconoscere un altro esemplare dall’odore, oltre a decifrarne il rango gerarchico e il livello sociale. In questa specie la coppia tende a riformarsi ogni anno e il maschio solitamente partecipa attivamente alla cura e all’allevamento della prole, procurando il cibo e difendendo i cuccioli da possibili predatori.
Anche se il suo cibo prediletto sono conigli e roditori, la volpe è un cacciatore opportunista e si adatta all’ambiente in cui vive.
Il periodo degli amori è l’nverno, tra dicembre e febbraio. I parti avvengono generalmente tra marzo e aprile. La femmina, dopo una gestazione di 7 settimane, partorisce, in una tana, in media da 3 a 5 piccoli, che vengono allattati per un mese.
In natura, questa specie può raggiungere un’età di 12 anni.

 

Lupo
Il lupo appartiene alla famiglia dei Canidi, carnivori simili ai cani. Tra i canidi il lupo è il più grande come dimensioni ed il colore del suo mantello varia dall’età e dalle stagioni; generalmente è grigio-giallastro o marrone-rossiccio.
La funzione di ogni lupo è organizzata all’interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica.
Il lupo appenninico è più piccolo rispetto al lupo comune: il peso di un esemplare maschio si aggira attorno ai 20-35 kg, mentre nell’esemplare femmina il peso è di circa 25-30 kg. La lunghezza media è di circa 120 cm, mentre l’altezza media è di circa 50-70 cm. Il pelo è di colore grigio-marrone.
La dieta del lupo appenninico prevede principalmente animalii di taglia media come cinghiali, caprioli e daini, ma si nutre anche di animali di taglia inferiore come piccoli roditori, frutta e funghi.
Il lupo si è adattato alla presenza umana e così anche la sua nutrizione; in alcune zone, infatti, questi animali non ignorano i rifiuti né gli animali domestici.
In Italia vengono uccisi ogni anno per scopi predatori migliaia di capi (pecore, capre, vitelli e, occasionalmente, puledri). In questa stima rientrano, tuttavia, anche le uccisioni causate dai branchi di cani tornati allo stato selvatico, che occupano la stessa nicchia ecologica del lupo appenninico ed entrano in competizione con questo predatore.
Per evitare che la tutela del lupo comporti gravi perdite economiche per gli allevatori, diverse regioni hanno istituito rimborsi per i danni subiti a causa degli attacchi al bestiame.

 

Orso Marsicano
L’orso bruno marsicano è un mammifero onnivoro della famiglia degli Ursidi e in particolare si tratta di una sottospecie dell’orso bruno. E’ una specie endemica dell’Italia, dove sopravvive con un centinaio di esemplari. Recentemente è stato avvistato nel nostro Appennino.
La specie, un tempo diffusa in tutta la zona ad est degli Appennini dalle Marche alla Puglia, attualmente è confinata in una ristretta porzione degli Appennini centrali.
In media gli esemplari maschi pesano fra i 95 e i 150 kg e raggiungono in posizione eretta un’altezza di 1,8-1,9 metri, mentre le femmine sono solitamente del 25% più piccole sia in termini di dimensioni che di peso.
La loro dieta è composta per oltre il 90% di vegetali: si nutrono infatti di radici, tuberi, frutta, bacche ed altro materiale vegetale. L’animale mangia anche piccoli animali, sia vertebrati che invertebrati, mentre solo sporadicamente uccide grossi mammiferi, preferendo nutrirsi delle loro carcasse. La credenza popolare, che vuole l’orso come uno spietato uccisore di capi di bestiame, oltre che dei cani da guardia e dei pastori, risulta fondamentalmente errata e legata ad episodi sporadici, in quanto alla presenza dell’uomo questi animali preferiscono fuggire. Tuttavia, tale credenza ha giustificato la persecuzione perpetratasi nei secoli di questi animali, che ancora al giorno d’oggi vengono sporadicamente uccisi per avvelenamento ed a causa delle trappole poste dai bracconieri.

 

Istrice
L’istrice ha una lunghezza media di 60-82 cm, possiede una coda lunga 8-17 cm e pesa dai 13 ai 30 kg.
Il pelo è setoloso e nerastro sul corpo, mentre la testa è di colore marroncino e sulla gola è presente una banda bianca a forma di mezzaluna. La testa è grande e dal muso arrotondato, con piccoli occhi neri ed altrettanto piccole orecchie.
La caratteristica principal di quest’animale sono gli aculei sul dorso. Si tratta di spine lunghe da 20 a 35 cm, striati di bianco e di nero. Sulla coda l’animale ha inoltre altri peli cavi a forma di calice, che utilizza a mo’ di sonaglio per avvertire gli eventuali aggressori. Su testa e nuca, invece, l’animale non possiede aculei ma solo peli setolosi bianchi.
Quando l’animale è spaventato od eccitato, drizza contemporaneamente gli aculei ed i peli della nuca, dando l’impressione di essere più grande e robusto di quanto in realtà non sia; essendo gli aculei attaccati piuttosto blandamente alla radice, rimangono conficcati nella pelle di un eventuale aggressore. Se la minaccia persiste l’istrice comincia a pestare rumorosamente i piedi sul terreno ed ad agitare la coda munita di aculei a sonaglio, infine se messo alle strette, carica l’aggressore, con esiti spesso letali. L’aculeo ha infatti una struttura lievemente seghettata, che ne rende difficile e dolorosa l’estrazione.
L’istrice segue una dieta erbivora e si nutre di tuberi e bulbi, cortecce morbide, frutti caduti al suolo e, anche se assai sporadicamente, insetti. In prossimità di campi coltivate a patate o mais e di vigneti, spesso questi animali si danno nottetempo al saccheggio.

 

Upupa
Caratteristiche fondamentali dell’Upupa sono il becco lungo e sottile ed il tipico ciuffo di penne sul capo.
Un’altra caratteristica fondamentale dell’Upupa è il volo, si tratta di uno sfarfallio lento che la rende riconoscibile anche a distanze notevoli. Nidifica anche in vecchie torri,entro le cavità del muro.

 

L’Albanella Reale
Rapace di medie dimensioni (circa 50 cm di lunghezza), con struttura intermedia. Il maschio adulto è caratterizzato da una colorazione grigio-bluastra sui lati, il capo e petto dello stesso colore e nettamente distinti dalle restanti parti bianche. La femmina adulta possiede le parti superiori brune omogenee con le estremità delle penne di colore più scuro ad eccezione delle copritrici del sopra ala che hanno orli color crema. Il sopracoda è bianco mentre le parti inferiori sono bianco-fulviccio con marcate striature più scure su petto e copritrici. Si ciba di vari animali di palude, ratti, lucertole, piccoli uccelli, nidiacei e uova.
L’Albanella Reale è un uccello a rischio d’estinzione e si tratta di una “specie particolarmente protetta” ai sensi della legge 157/92. I fattori che ne minacciano l’estinzione sono l’allargamento delle città, la distruzione di paludi, canneti e zone a maremma, il bracconaggio, la cattura dei nidiacei, la somministrazione di bocconi avvelenati e gli incendi.

Come altre albanelle può essere addestrata dall’uomo per mantenere sotto controllo la sovrappopolazione di altri volatili come i piccioni.

Comments are closed.